code di rondine

CODE DI RONDINE – TIPOLOGIE

Tutte le tipologie di incastro a coda di rondine più usate dai falegnami. Quando e perché sceglierne una piuttosto che un’altra…

Bentornato nel mio Blog di Apprendista Falegname!

In questo articolo ti parlo di incastri a Coda di Rondine, croce e delizia di Apprendisti e Falegnami Professionisti.

Ti avevo già accennato qualcosa in proposito nell’articolo su Giunzioni e Incastri più usati in Falegnameria (Se non sei molto ferrato sull’argomento ti consiglio di dargli un’occhiata).

Apprezzatissimo sotto il profilo estetico, è per molti un incastro ormai sorpassato dal punto di vista funzionale perché sostituito da giunzioni talvolta più semplici da realizzare nonché più resistenti, ma che richiedono l’utilizzo di elettro-utensili spesso abbastanza costosi.

Anche il lato estetico può essere opinabile: infatti non tutti gli stili di arredamento “vanno d’accordo” con un incastro a Coda di Rondine.

Comunque nell’ultimo periodo, visto un grande ritorno al legno come materia da esaltare nelle sue caratteristiche estetiche naturali, è molto presente nei progetti più in voga.

In effetti non è raro vedere tavoli, scatole, letti e oggetti di vario tipo in cui questo tipo di giunzione faccia bella mostra di sé in tutte le sue svariate declinazioni.

La coda di rondine, o dovetail come la chiamano gli anglofoni, è molto indicata per arredamenti dal gusto classico, ma ha trovato spazio anche nel più “moderno” stile Industrial in cui si incontrano legno naturale e ferro grezzo.

Andiamo a scoprire quali sono le caratteristiche tecniche che hanno fatto di questo incastro un grande classico della Falegnameria.

Se non ti interessa e vuoi solo sapere come si realizzano clicca qui.

INCASTRI A CODA DI RONDINE

CARATTERISTICHE TECNICHE

code di rondine
Foto da www.arrediemobili.com

L’applicazione più famosa degli incastri a coda di rondine è sicuramente nei cassetti.

Questo tipo di giunzione è stato usato in questo modo per decenni grazie alle sue caratteristiche tecniche.

Infatti unire 4 pezzi per formare una scatola, con incastri a coda di rondine, permette di avere una resistenza molto elevata a diverse forze che possono agire sul pezzo.

La forma trapezoidale conferisce all’incastro una presa salda, una buona resistenza a trazione e una discreta resistenza alle forze di taglio.

Inoltre questa giunzione consente al legno di aumentare e diminuire di volume senza svergolarsi.

Tutto ciò nel caso di un incastro fatto a regola d’arte, ovviamente!

Comunque questa non è l’unica occasione in cui si può trovare l’incastro a coda di rondine.

Anche perché è molto più versatile di quanto si pensi.

Te ne mostro qualche tipologia.

 

TIPOLOGIE DI INCASTRO A CODA DI RONDINE

CODA DI RONDINE COMPLANARE

code di rondine
coda di rondine complanare

Questa tipologia di incastro a coda di rondine non è molto diffusa in Falegnameria oggi.

Infatti, per unire tavole o pannelli complanari, soprattutto di costa, si usano altri tipi di giunzione più efficaci e semplici da realizzare con l’aiuto di fresatrici di vario tipo.

Resta comunque esteticamente gradevole se inserito nel contesto stilistico giusto.

code di rondine
Cornice con code di rondine

Io, ad esempio, ci ho fatto questa cornice con legno riciclato e il risultato è stato molto apprezzato dal committente che l’ha voluta bianca con venatura leggermente in rilievo e finitura semi-lucida.

CODA DI RONDINE ANGOLARE APERTA

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Coda di rondine angolare aperta

La Coda di Rondine angolare aperta è un’applicazione molto famosa.

Infatti questo è il caso in cui l’incastro è più visibile e sfoggia tutta la sua bellezza.

In una giunzione di questo tipo risultano in evidenza sia la faccia della Coda di rondine che la testa.

Molto bella e funzionale, ha un’ottima tenuta con e senza colla.

Io, ultimamente, ci ho fatto una scatola per pipa e rispettivi accessori.

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Scatola per pipa con code di rondine

In questo caso, per esaltarla ancora di più, o giocato con 2 colori: i due pezzi laterali, così come base e coperchio, li ho lasciati con il loro colore naturale molto chiaro (si tratta di abete di recupero), mentre i pezzi frontale e posteriore li ho tinti con un noce antico.

Come puoi vedere dalla foto il contrasto cromatico porta ancor più in rilievo l’incastro angolare.

Per conoscere il procedimento con cui ho realizzato questo incastro clicca qui.

CODA DI RONDINE ANGOLARE CHIUSA

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Coda di rondine angolare chiusa

La Coda di Rondine angolare chiusa (o semi-nascosta), come ti dicevo prima, viene usata maggiormente per le scatole dei cassetti.

Infatti conferisce un’ottima resistenza alla trazione causata, in questo caso, dall’apertura e chiusura ripetuta del cassetto.

Inoltre con la configurazione chiusa è possibile nascondere la testa dell’incastro e quindi renderlo parzialmente non visibile.

Questa configurazione risulta leggermente più difficile da realizzare, soprattutto nella creazione delle mortase che devono avere appunto una faccia cieca.

Quindi il maschio dovrà essere della lunghezza giusta, così come dovrai realizzare una mortasa della profondità corretta.

Il maschio dell’incastro deve essere lungo circa 2/3, massimo 3/4, dello spessore del legno su cui si trova la mortasa per garantire la robustezza sufficiente del materiale rimanente.

Invece, quando parliamo di coda di rondine angolare aperta puoi anche realizzare un tenone leggermente più lungo e tagliarne successivamente l’eccesso a filo.

 

CODA DI RONDINE DOPPIA

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Coda di rondine doppia

Guardando i vari video sui canali Youtube di Falegnami, soprattutto Statunitensi, avrai certamente notato l’utilizzo di queste “farfalline” in legno.

Sono Code di Rondine doppie.

Ultimamente sono di gran moda e suscitano grande apprezzamento tra gli appassionati in rete.

In effetti rendono un ottimo servizio all’estetica di tavole e tavoloni in legno massello dando un tocco classico, ma al tempo stesso moderno ed elegante.

Ma a cosa serve la Coda di Rondine doppia?

Se ci fai caso si utilizzano soprattutto nella realizzazione di top per tavoli e mensoloni in legno massello non rifilato.

Infatti, lasciando queste tavole nella loro interezza si conservano anche le estremità con spaccature che solitamente verrebbero tagliate via nella riquadratura del materiale.

In questo caso entrano quindi in gioco le doppie code di rondine che, inserite in un apposito scasso praticato con fresatrice e scalpello a cavallo della crepa, hanno la funzione di limitare il processo di spaccatura del materiale.

Come dico sempre nei miei articoli il legno è un materiale vivo che non smette di muoversi ed evolversi una volta tagliato, incollato e verniciato.

Le tensioni interne e le spaccature continuano a “camminare” e modificarsi seguendo il proprio corso.

Per questo la stagionatura del legno è di grandissima importanza e te ne parlerò prossimamente in un altro articolo.

Quasi sempre, soprattutto se la spaccatura è molto ampia, si tende a colarvi all’interno anche della resina epossidica che funge da ulteriore legame tra le due coste.

Davvero una grande resa estetica e funzionale!

Le code di rondine doppie comunque si utilizzano anche semplicemente per unire due tavole di costa sfruttando le proprietà tecniche dell’incastro a coda di rondine di cui ti parlavo all’inizio di questo articolo.

CODA DI RONDINE A CANALE

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Coda di rondine a canale

Certamente non si tratta dell’incastro più diffuso, ma la Coda di Rondine a canale ha una funzione ben precisa.

Infatti può essere usata per giunzioni a T, come nel caso di ripiani interni di un mobile.

Senza l’uso di viti e chiodi e con l’aiuto di una fresatrice con apposita fresa, si pratica un canale con la sezione trapezoidale di una classica coda di rondine.

code di rondine
Fresa per code di rondine

Quindi, sulla costa del ripiano si pratica il tenone con la stessa forma e dimensione.

Meno frequente, ma comunque funzionale, è l’utilizzo di questo incastro per unioni complanari di costa.

In quel caso si crea il canale sulla costa di una delle due tavole e il dente a sezione trapezoidale sulla costa della tavola che vi andrà accostata.

CODA DI RONDINE GIAPPONESE

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Coda di rondine Giapponese

I Falegnami Giapponesi, si sa, sono dei maghi degli incastri.

L’estrema abilità con le lame e l’attenzione maniacale che mettono in tutto ciò che fanno, unite all’attenzione per i dettagli ed il gusto per la pulizia delle geometrie, li rendono dei maestri in molti campi.

Gli innumerevoli video presenti in rete che mostrano la loro abilità negli incastri mi hanno fatto scoprire queste code di rondine al tempo stesso belle e molto complicate da realizzare.

Si lavora sul filo del rasoio.

Infatti bisogna tagliare il pezzo in modo da formare dei veri e propri raggi (che ricordano il simbolo del Sol Levante) seguendo comunque l’inclinazione propria delle classiche code di rondine occidentali.

Lo spessore minimo dei raggi innalza di molto il pericolo di rottura durante l’assemblaggio e di conseguenza aumenta la difficoltà di esecuzione dell’incastro.

Inoltre occorre una precisione al decimo di millimetro per far combaciare il tutto e ottenere un incastro perfetto.

I falegnami nipponici, ovviamente, si servono delle loro seghe giapponesi precisissime e studiate appositamente per lavori in cui è richiesta un’altissima qualità e pulizia del taglio.

Comunque anche le seghe per tenoni e le seghe per code di rondine Occidentali non sono da meno!

Spendendo cifre ragionevoli si ottengono ottimi risultati.

Ovviamente, come sempre, la manualità e l’esperienza dell’operatore contribuiscono a gran parte della buona riuscita dell’incastro.

Quindi il mio consiglio principale è sempre lo stesso:

Esercitati molto su pezzi di scarto o nella realizzazione di piccoli oggetti, magari per il tuo laboratorio, (scatole per scalpelli, cassetti etc) prima di affrontare degli incastri a coda di rondine su un lavoro commissionato da un cliente.

CONCLUSIONI

Code di rondine
foto da Pinterest

In questo articolo ho cercato di farti conoscere le principali tipologie e applicazioni degli incastri a coda di rondine.

Alcuni affermano che siano sorpassate, altri che siano immortali.

Secondo me la verità sta nel mezzo: come tutte le applicazioni vanno bene se usate nel contesto stilistico e funzionale più adatto valutando di volta in volta caratteristiche estetiche e tecniche.

Come sempre ti invito a segnalarmi eventuali errori o imprecisioni e aiutarmi così a far crescere questo blog in modo che diventi ancor di più un punto di riferimento per tutti gli appassionati di questo bellissimo universo che è la Falegnameria.

Nel prossimo articolo entreremo nel pratico e vedremo come si realizza un incastro a coda di rondine.

Buon lavoro e buon divertimento.

Alla prossima!

 

Il Wood Blogger

 

Bibliografia: Manuale tecnico del legno – Guida pratica per l’edilizia e gli interni, Wolfgang Nutsch – Sistemi Editoriali, 2009

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