SEGHE GIAPPONESI: COME, QUANDO E PERCHÉ USARLE [VIDEO]

Le Seghe Giapponesi suscitano molta curiosità negli appassionati di fai-da-te di tutto il mondo. Scegliere quella giusta in base all’utilizzo che devi farne in
falegnameria è importantissimo.

Seghe Giapponesi
Beatrix Kiddo e la sua fidata Kataba

Bentornato su questo Blog!

Questo articolo non sarà come tutti gli altri.

Ti parlerò nello specifico di 3 strumenti che ho testato personalmente e che mi sono stati forniti da Dieter Schmid di www.utensiliprofessionali.com.

Fra l’altro ti consiglio davvero di fare una capatina sul suo sito perché troverai prodotti fantastici e di qualità VERAMENTE professionale, che sul web non sono così facili da reperire.

Vale davvero la pena spendere qualche euro in più per avere degli utensili di questa qualità.

Ma torniamo all’argomento del post.

Nel mio percorso di Apprendista Falegname non potevo non fare i conti con le Seghe Giapponesi.

Ne ho fatto già breve accenno nell’Articolo dedicato al Taglio del Legno, ma oggi ti illustrerò nel dettaglio come si comportano questi utensili  quando vengono impiegati in laboratorio.

Seghe Giapponesi
Ryoba, Dozuki e Kataba

Tagliare il legno con queste seghe è estremamente piacevole e soddisfacente.

In primo luogo perché il taglio risulta pulito e sottile.

Inoltre l’impugnatura a due mani permette di calibrare bene la pressione esercitata e la velocità oltre a consentire il controllo totale sul taglio.

Altra caratteristica molto famosa delle Seghe Giapponesi è che, al contrario delle Seghe Occidentaliil taglio avviene in fase di trazione e non durante la spinta.

Questo, unito all’impugnatura a due mani, conferisce all’utilizzatore una buona gestione del taglio.

Erroneamente si pensa che questi utensili vengano impiegati solo per tagli estremamente precisi e delicati.
Questo è vero solo in parte. Infatti dipende da diversi fattori:
– Spessore e lunghezza della lama
– Dimensione e disegno dei denti

– Forma della lama

In particolare, le seghe di cui ti parlerò, avendo caratteristiche differenti, possono essere usate per obiettivi diversi.

In questo articolo troverai anche dei video dimostrativi dell’utilizzo e ti parlerò delle caratteristiche tecniche di 3 tipologie di seghe Giapponesi: Ryoba, Dozuki e Kataba.

Cominciamo!

 

RYOBA


Seghe Giapponesi
 

La Ryoba è la più conosciuta e più acquistata Sega Giapponese.

Probabilmente grazie alla sua versatilità  e comodità.

Quella che ho usato io in questo caso particolare ha una lama lunga 250 mm e spessa 0,5 mm.

Versatile perché, come puoi vedere dalla foto, è dotata di doppio tagliente con 2 tipologie di dentatura diverse.

Da una parte denti stretti e vicini per i tagli traverso vena e dall’altra denti leggermente più grossi e distanziati per i tagli lungo vena.

Seghe Giapponesi
Dettaglio della lama
Questa duplicità consente di avere in effetti due utensili in uno e, soprattutto nella realizzazione di incastri, è un buon vantaggio.
Ad esempio, se devi ritagliare un tenone, puoi tagliare la parte verticale con il tagliente a denti più grossi e, semplicemente ruotando l’impugnatura, asportare le spalle usando il tagliente opposto.
Una pecca della Ryoba è la libertà di movimento della lama (non ha un dorso rigido) che, unita allo spessore molto ridotto, la rende molto delicata e soggetta a spezzarsi.
Per questo devi prestare la massima attenzione in fase di utilizzo e non forzare mai troppo il taglio.
Comunque puoi sempre sostituire la lama con un singolo semplice movimento e senza l’utilizzo di attrezzi particolari.
Un consiglio che voglio darti e di non utilizzare lame di spessore diverso sullo stesso manico.
Questo perché ogni impugnatura è fatta appositamente per un determinato tipo di lama.
In vendita puoi trovare anche delle custodie protettive.
 
La possibilità di smontare la lama in modo rapido e semplice è molto utile anche perché, essendo un utensile di dimensioni abbastanza importanti (lunghezza totale 580 mm) è difficile da trasportare.
Per questo, smontando la lama, puoi riporla tranquillamente nella cassetta degli attrezzi.

Nel video che segue puoi vedere l’utilizzo della Ryoba nel dettaglio e come si smonta e rimonta la lama:

DOZUKI

 
Seghe Giapponesi
 
La Dozuki è certamente la seconda Sega Giapponese più comune.
È famosa per la sua estrema precisione.
Infatti, come puoi notare dall’immagine, si tratta di una Sega a dorso rigido.
Cosa significa e perché è così importante questo dettaglio?
Sega a dorso rigido, come dice il nome stesso, vuol dire che il dorso della lama è dotato di un rinforzo che la irrigidisce limitando il più possibile la flessione della stessa.
Dal momento che parliamo di seghe di altissima precisione – quindi dalla lama molto sottile (in questo caso specifico 0,3 mm di spessore per una lunghezza di 240 mm) – il dorso previene la rottura della lama.
Altra caratteristica che la rende così preziosa e di alta qualità è la dentatura sottile e fitta.
L’utilizzo della Dozuki è quindi limitato principalmente ai casi in cui si abbia bisogno di grandissima precisione sia lungo che traverso vena.
L’ideale per Code di Rondine perfette!
Se non l’hai mai provata ti consiglio sinceramente di farlo presto: cambierai modo di vedere il lavoro!
Inoltre se sei un perfezionista che chiede il massimo dai propri strumenti non potrai più farne a meno.
Il limite della Dozuki rimane quello di tutte le seghe a dorso: la profondità di taglio limitata (60 mm in questo caso).
Come ti dicevo, però, non parliamo di un utensile universale, ma specifico per determinate operazioni.
Guarda il video per scoprire come utilizzare al meglio la Dozuki:

KATABA

Seghe Giapponesi
 
All’inizio dell’articolo scherzavo sul nome di questa Spad…ehm…Sega.
In effetti sia il nome che la forma di questo utensile riportano alla mente la celeberrima Katana,la spada dei Samurai Giapponesi che, tra gli altri, anche Uma Thurman nel film di TarantinoKill Bill, fa volteggiare con estrema abilità abbattendo i nemici come fossero ramoscelli.
E anche impugnando la Kataba la sensazione che si prova è la stessa!
Ma non preoccuparti, per utilizzarla non dovrai indossare né un kimono né una tuta gialla alla Bruce Lee.
Dovrai esclusivamente prendere le precauzioni che ti indicavo per le altre seghe.
Attenzione alla fragilità della lama che, pur essendo più spessa delle altre due (0,6 mm in questo caso) è comunque soggetta a spezzarsi.
Impugnala con due mani per avere una precisione e un controllo maggiori.
Ricorda sempre che il taglio avviene in fase di trazione (dopo un po’ che la utilizzi ti sembrerà del tutto naturale).
L’impugnatura, comunque, è abbastanza comoda perché, oltre alla sua forma ergonomica, è rivestita in gomma.
La Kataba è perfetta per tagli traverso vena, ma va benissimo anche per tagli lungo vena, purché non sia richiesta un precisione troppo elevata.
I denti sono grossi e spessi e questo la rende molto comoda in cantiere o per tagli leggermente più grossolani.
Altra caratteristica fondamentale è la trasportabilità: questa Sega è pieghevole e una volta chiusa i denti rimangono protetti in una scanalatura presente sul manico.
Seghe Giapponesi
La Kataba chiusa
Chiuderla è molto semplice, basta premere il gancio nero sul dorso nella parte alta del manico.
Per riaprirla devi solo prenderla e riportarla nella posizione desiderata tenendo premuto lo stesso gancio finché la lama non sarà bloccata.
Davvero un grande valore aggiunto!
 



CONCLUSIONI

 
Seghe Giapponesi
Le differenze nei tagli lasciati dalle 3 seghe

 

Questo articolo finisce qui, tra un po’ di segatura e parecchia soddisfazione per aver imparato cose nuove e molto utili.

Sono sicuro che sia stato utile anche per te.

Ti ricordo che se vuoi acquistare Seghe Giapponesi (e altri utensili) di ottima qualità in modo sicuro e comodo puoi farlo attraverso il sito www.utensiliprofessionali.com.

Si tratta di un’Azienda Tedesca, ma il sito (fatto molto bene) è multilingua e parlano benissimo anche l’Italiano e l’Inglese oltre ad essere professionali e gentili.

Se hai notato imprecisioni o vuoi suggerirmi idee o modifiche ti invito a scrivermelo nei commenti (ti ricordo che sono un apprendista e questo blog vive anche dei consigli dei lettori più esperti).
Inoltre, ti ricordo che per restare sempre aggiornato sui miei articoli e non perderti le novità puoi Iscriverti alla Newsletter (in alto a destra) e seguire la mia Pagina Facebook, il mio profilo Instagram e la mia bacheca Pinterest.

Buon lavoro e buon divertimento.

Alla prossima!
 
Il Wood Blogger

 

RYOBA


Seghe Giapponesi
 

La Ryoba è la più conosciuta e più acquistata Sega Giapponese.

Probabilmente grazie alla sua versatilità  e comodità.

Quella che ho usato io in questo caso particolare ha una lama lunga 250 mm e spessa 0,5 mm.

Versatile perché, come puoi vedere dalla foto, è dotata di doppio tagliente con 2 tipologie di dentatura diverse.

Da una parte denti stretti e vicini per i tagli traverso vena e dall’altra denti leggermente più grossi e distanziati per i tagli lungo vena.

Seghe Giapponesi
Dettaglio della lama
Questa duplicità consente di avere in effetti due utensili in uno e, soprattutto nella realizzazione di incastri, è un buon vantaggio.
Ad esempio, se devi tagliare un tenone, puoi tagliare la parte verticale con il tagliente a denti più grossi e, semplicemente ruotando l’impugnatura, asportare le spalle usando il tagliente opposto.
Una pecca della Ryoba è la libertà di movimento della lama (non ha un dorso rigido) che, unita allo spessore molto ridotto, la rende molto delicata e soggetta a spezzarsi.
Per questo devi prestare la massima attenzione in fase di utilizzo e non forzare mai troppo il taglio.
Comunque puoi sempre sostituire la lama con un singolo semplice movimento e senza l’utilizzo di attrezzi particolari.
Un consiglio che voglio darti e di non utilizzare lame di spessore diverso sullo stesso manico.
Questo perché ogni impugnatura è fatta appositamente per un determinato tipo di lama.
In vendita puoi trovare anche delle custodie protettive.
 
La possibilità di smontare la lama in modo rapido e semplice è molto utile anche perché, essendo un utensile di dimensioni abbastanza importanti (lunghezza totale 580 mm) è difficile da trasportare.
Per questo, smontando la lama, puoi riporla tranquillamente nella cassetta degli attrezzi.

Nel video che segue puoi vedere l’utilizzo della Ryoba nel dettaglio e come si smonta e rimonta la lama:

DOZUKI

 
Seghe Giapponesi
 
La Dozuki è certamente la seconda Sega Giapponese più comune.
È famosa per la sua estrema precisione.
Infatti, come puoi notare dall’immagine, si tratta di una Sega a dorso rigido.
Cosa significa e perché è così importante questo dettaglio?
Sega a dorso rigido, come dice il nome stesso, vuol dire che il dorso della lama è dotato di un rinforzo che la irrigidisce limitando il più possibile la flessione della stessa.
Dal momento che parliamo di seghe di altissima precisione – quindi dalla lama molto sottile (in questo caso specifico 0,3 mm di spessore per una lunghezza di 240 mm) – il dorso previene la rottura della lama.
Altra caratteristica che la rende così preziosa e di alta qualità è la dentatura sottile e fitta.
L’utilizzo della Dozuki è quindi limitato principalmente ai casi in cui si abbia bisogno di grandissima precisione sia lungo che traverso vena.
L’ideale per Code di Rondine perfette!
Se non l’hai mai provata ti consiglio sinceramente di farlo presto: cambierai modo di vedere il lavoro!
Inoltre se sei un perfezionista che chiede il massimo dai propri strumenti non potrai più farne a meno.
Il limite della Dozuki rimane quello di tutte le seghe a dorso: la profondità di taglio limitata (60 mm in questo caso).
Come ti dicevo, però, non parliamo di un utensile universale, ma specifico per determinate operazioni.
Guarda il video per scoprire come utilizzare al meglio la Dozuki:

KATABA

Seghe Giapponesi
 
All’inizio dell’articolo scherzavo sul nome di questa Spad…ehm…Sega.
In effetti sia il nome che la forma di questo utensile riportano alla mente la celeberrima Katana,la spada dei Samurai Giapponesi che, tra gli altri, anche Uma Thurman nel film di TarantinoKill Bill, fa volteggiare con estrema abilità abbattendo i nemici come fossero ramoscelli.
E anche impugnando la Kataba la sensazione che si prova è la stessa!
Ma non preoccuparti, per utilizzarla non dovrai indossare né un kimono né una tuta gialla alla Bruce Lee.
Dovrai esclusivamente prendere le precauzioni che ti indicavo per le altre seghe.
Attenzione alla fragilità della lama che, pur essendo più spessa delle altre due (0,6 mm in questo caso) è comunque soggetta a spezzarsi.
Impugnala con due mani per avere una precisione e un controllo maggiori.
Ricorda sempre che il taglio avviene in fase di trazione (dopo un po’ che la utilizzi ti sembrerà del tutto naturale).
L’impugnatura, comunque, è abbastanza comoda perché, oltre alla sua forma ergonomica, è rivestita in gomma.
La Kataba è perfetta per tagli traverso vena, ma va benissimo anche per tagli lungo vena, purché non sia richiesta un precisione troppo elevata.
I denti sono grossi e spessi e questo la rende molto comoda in cantiere o per tagli leggermente più grossolani.
Altra caratteristica fondamentale è la trasportabilità: questa Sega è pieghevole e una volta chiusa i denti rimangono protetti in una scanalatura presente sul manico.
Seghe Giapponesi
La Kataba chiusa
Chiuderla è molto semplice, basta premere il gancio nero sul dorso nella parte alta del manico.
Per riaprirla devi solo prenderla e riportarla nella posizione desiderata tenendo premuto lo stesso gancio finché la lama non sarà bloccata.
Davvero un grande valore aggiunto!
 



CONCLUSIONI

 
Seghe Giapponesi
Le differenze nei tagli lasciati dalle 3 seghe

 

Questo articolo finisce qui, tra un po’ di segatura e parecchia soddisfazione per aver imparato cose nuove e molto utili.

Sono sicuro che sia stato utile anche per te.

Ti ricordo che se vuoi acquistare Seghe Giapponesi (e altri utensili) di ottima qualità in modo sicuro e comodo puoi farlo attraverso il sito www.utensiliprofessionali.com.

Si tratta di un’Azienda Tedesca, ma il sito (fatto molto bene) è multilingua e parlano benissimo anche l’Italiano e l’Inglese oltre ad essere professionali e gentili.

Se hai notato imprecisioni o vuoi suggerirmi idee o modifiche ti invito a scrivermelo nei commenti (ti ricordo che sono un apprendista e questo blog vive anche dei consigli dei lettori più esperti).
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